Mostrocaligola 3.0

Caligola, uno dei personaggi più controversi della storia.
Controverso per il suo potere, per il suo amore, per la sua follia e per la sua logica spietata.
Suetonio e altre cronache del tempo dipingono l’imperatore romano come un folle insensato, e questa è l’immagine storica che ci viene tramandata, Cassio Dione riporta invece tutti i suoi discorsi in senato, e da questi possiamo, forse, cominciare a capirlo.

Caligola rompe le convenzioni, distrugge la pochezza del Senato, toglie la maschera al potere.

Questa essenza noi cerchiamo di restituire con il nostro lavoro. Smascherare, sentire l’uomo e sentire il tempo, non smettere di sognare, ma guardarci bene in faccia per poterlo ancora fare, veramente. Svelare tutto, il lavoro del regista, dell’attore, il sentire del pubblico. Comprendere il nostro potenziale di uomini e vederlo ricoperto di pubblicità e tremendo nulla.
Albert Camus, nell’arco della sua esistenza, scrive varie versioni del Caligola, che sempre più diventa sempre più un testo sull’assurdità della condizione umana.

La regia di Roberto Zorn Bonaventura intreccia il testo con la vita e le prese di posizione di Albert Camus attraverso i suoi taccuini e le sue opere. Un viaggio nell’assurdo per dare un senso alla vita e all’arte: la rivolta.

Intendiamo questa nostra tappa del Caligola come una ri-unione tra attori e pubblico semplicemente perché, come dice Camus, il mondo così com’è non è sopportabile, gli uomini muoiono e non sono felici”.

 

 

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